Pages Menu
Categories Menu

Tutti gli Articoli

Cibo e musica si fanno arte

Posted by on set 29, 2015 in Novità | 0 comments

Cibo e musica si fanno arte

 

 

Quella parte d’Emilia

dove aleggia la musica

di Verdi, dove ancora

qualche tabarro vedi

andare nella nebbia;

dov’è tanta poesia

lungo i silenti 

filari di pioppi

fiancheggianti 

il Po.

 

Così il poeta Cesare Tessoni descrive la cittadina di Busseto, uno degli 8 Comuni in cui può essere prodotto il Culatello di Zibello Dop.
Con i suoi 7158 abitanti, a poco più di 35 km da Parma, è una cittadina ricca di storia e tradizioni.
Il suo nome è ormai inscindibilmente legato a quello del grande Maestro Giuseppe Verdi, che nacque a Roncole nel 1813 e qui visse fino ai 18 anni, quando partì alla volta di Milano, e quello di Giovannino Guareschi, giornalista, umorista e scrittore, famoso come autore di romanzi e racconti umoristici, padre di Don Camillo e Peppone, che abitò a Roncole dal 1952.
Ancora oggi il Comune della Bassa, che ospita tra gli altri la casa natale del Maestro, il Teatro che porta il suo nome, il Museo di casa Barezzi e il Museo Renata Tebaldi  è un punto di riferimento per gli amanti del melodramma.
Così come per gli amanti del Grande fiume Po, padrone incontrastato del paesaggio naturale della Bassa.
Musica, dunque, e natura. Ma anche eventi, come il famoso Carnevale di Busseto, ed enogastronomia, tra Musei del cibo e prodotti tipici.

“In queste terre il cibo diventa arte, cultura, poesia”.

 

casaverdi

 

comune di busseto

 

teatro di busseto

Soragna, città d’arte e… di culatello!

Posted by on giu 29, 2015 in Novità | 0 comments

Soragna, città d’arte e… di culatello!
Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta degli 8 Comuni dell’area di produzione del Culatello Dop.
Dopo Zibello, oggi è la volta di Soragna.
Siamo sempre nella Bassa Parmense, terra di nebbia e sapori, l’unica in grado di offrire al Culatello Dop il clima indispensabile per la sua particolare stagionatura.
Nonostante le dimensioni, il piccolo Comune di Soragna è un borgo affascinante, ricco di storia e sapori antichi radicati nel territorio, dove si respira la calda atmosfera dell’ospitalità emiliana. E’ impreziosito da un magnifico castello e circondato da una pianura rigogliosa, dove la storia, la gastronomia, l’arte e la natura hanno creato un ambiente unico.
La storia del paese ha origini antichissime, ma è con l’arrivo dei Longobardi che nel 712 d.C. il nome “Soragna” comparve per la prima volta in un documento ufficiale. Sul finire dell’XI sec. due famiglie vi si stabilirono, i Pallavicino ed i Lupi, dividendo in due il territorio: ai primi restò l’odierna Castellina, ai marchesi l’attuale Soragna. Una convivenza tutt’altro che pacifica, tanto che nel 1200 i Lupi fortificarono il proprio castello per difendersi dai potenti vicini. Dopo alterne vicende che portarono i Lupi a perdere più volte il possesso delle proprie terre, i marchesi chiesero l’investitura feudale dei loro possedimenti, che da libero allodio, cioè bene personale, diventa parte integrante dell’Impero. Tale investitura porta la data del 20 settembre 1347 a firma di Carlo IV. Solo nel 1385, però, i Lupi poterono rientrare a Soragna e riprendere possesso delle proprie terre, guadagnando l’autorizzazione alla costruzione di un nuovo castello, l’attuale Rocca, che domina incontrastata il centro del borgo. Nel 1514, con la morte di Diofebo I Lupi, il ramo diretto della famiglia si estinse e il feudo passò al pronipote Gianpaolo Meli, dando così origine all’attuale famiglia Meli Lupi. Quando nel 1709 Giampaolo IV fu nominato principe del Sacro Romano Impero, Soragna divenne uno stato autonomo. Durò fino al 1805, quando, con l’entrata in vigore del Codice Napoleonico, cadde l’istituto del feudo come entità giuridica ed amministrativa, e passò al Comune con a capo un Sindaco di nomina governativa.
Ancora oggi la Rocca è abitata da un Meli Lupi: il principe Diofebo VI, che aprendo le magnifiche sale dell’avito castello a visitatori, convegni ed importanti avvenimento culturali, ha reso il palazzo un vivo protagonista del presente e del futuro di Soragna, e non un muto testimone di un glorioso passato. Se siete in zona vi consigliamo di andare a visitarla, per ammirare la ricchezza dell’arredamento e delle opere d’arte al suo interno.
La Rocca, tuttavia, non è l’unica attrazione del territorio, noto per ospitare anche la Sinagoga e il Museo ebraico “Fausto Levi” – costituito da arredi e documenti provenienti dalle scomparse comunità israelitiche dell’antico Ducato -, nonché il Museo del Parmigiano Reggiano – per conoscere da vicino i segreti dei prodotti tipici, compresi il Culatello e il vino Fortana – e quello della Civiltà contadina.
A Soragnapotete visitare anche le chiese di San Giacomo e della Beata Vergine del Carmine, l’Oratorio di Sant’Antonio.
Nella zona golenale del fiume Po si trovano poi le antiche cantine medievali dove ancora oggi, tra l’umidità e le nebbie, viene stagionato il Culatello. I norcini sino soliti ospitare i visitatori proponendo visite guidate e degustazioni.
A poca distanza da Soragna si trovano poi la bellissima Rocca Sanvitale di Fontanellato e la Rocca dei Rossi di San Secondo.
Le nostre fonti:

Per informazioni:

Tel. +39 0524 598932 Cell. +39 327 7469902

turismo@comune.soragna.it

www.soragnaturismo.it

https://www.facebook.com/UfficioTuristicoSoragna

soragna1
soragna2

 

 

 

 

 

 

vlcsnap-2013-09-19-17h48m46s31

Alla scoperta del Culatello di Zibello

Posted by on giu 18, 2015 in Novità | 0 comments

Alla scoperta del Culatello di Zibello

Lo sapevate? Il Culatello, per essere Dop, deve essere prodotto solo in otto Comuni della Bassa Parmense.

Scopriamo insieme quali sono, iniziando proprio da quello che dà il nome al “Re dei salumi”.

 

Il Comune di Zibello

pallavicinoII Comune di Zibello è situato nella bassa pianura padana ad una distanza di circa 35 km da Parma, da cui amministrativamente dipende, a 27 km da Cremona e a 30 da Piacenza.
Sul suo territorio, totalmente pianeggiante, di circa 26 kmq., vivono poco più di 2.000 abitanti.
Come tutti i paesi posti lungo il grande fiume è caratterizzato da un fìtto reticolo di canali e strade che ha assunto l’aspetto attuale attraverso un processo di lunghissima, ma imprecisabile durata.
Su di esso hanno profondamente inciso sia la colonizzazione romana sia l’opera degli agenti naturali, primo fra tutti il Po, lungo i cui paleoalvei corrono numerose strade e canali.
Il clima è quello tipico della Pianura Padana e delle zone rivierasche del Po: freddo d’inverno, caldo d’estate, con una forte umidità presente tutto l’anno che accentua ancora di più gli effetti degli sbalzi termici annui.
Le coltivazioni sono di tipo intensivo, e riguardano principalmente mais, orzo e frumento, barbabietole, pomodori; grandi sono le estensioni dei prati, che garantiscono il foraggio per le piccole e medie stalle degli allevatori locali.
I paesaggi più gradevoli, ricchi di fascino e coinvolgenti per chi vi si avventura, sono quelli del Grande Fiume, dei suoi argini, delle sue anse e lanche, dove flora e fauna tipiche ancora sopravvivono pressoché indisturbate.

 

http://www.comune.zibello.pr.it/

Il Consorzio è su Twitter!

Posted by on mag 7, 2015 in Novità | 0 comments

Il Consorzio è su Twitter!

screenshot twitter consorzioDa oggi il Consorzio di tutela del Culatello di Zibello è anche su Twitter! Seguici!

 

twitter.com/StaffConsorzio
#ilveroculatello

Il Culatello, quello vero, invade Milano – L’8 maggio 2015, dalle 12.30, davanti a Eataly, 22 affettatrici di altrettanti produttori difendono l’unicità del Culatello

Posted by on apr 30, 2015 in Novità | 1 comment

Il Culatello, quello vero, invade Milano – L’8 maggio 2015, dalle 12.30, davanti a Eataly, 22 affettatrici di altrettanti produttori difendono l’unicità del Culatello

articolo-tre

 

L’8 maggio 2015 entrerà negli annali come il giorno in cui il Culatello ha conquistato Milano. In pieno fermento da EXPO, la città della Madonnina, sarà il fortunato bersaglio della carica delle 22 affettatrici, grazie alle quali altrettanti produttori, appartenenti al Consorzio di tutela del Culatello di Zibello Dop, sono intenzionati a dimostrare al gotha dell’enogastronomia perché il loro prodotto di punta viene chiamato – e non certo a caso – “Il Re dei Salumi” e a denunciare la minaccia dell’Italian sounding.

Posizionati davanti ad un avamposto dello Slow Food e del vero gusto nostrano come Eataly, dalle ore 12.30 in poi, con la mano calda sulle loro scintillanti macchine da guerra alla falsificazione del cibo, collocate a formare la sagoma di un culatello, i produttori ma anche Davide Paolini, Oscar Farinetti, Paolo Marchi, il prof. Giovanni Ballarini e lo stesso Massimo Spigaroli – presidente del Consorzio e chef dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine parmense – offriranno culatello a tutti i passanti, che – si presuppone – arriveranno da ogni parte del mondo.

Simbolo della riscossa dei prodotti locali e diventato un medium del territorio, in grado di attrarre gli appassionati di cibo fra Zibello, Polesine Parmense, Sissa, Busseto, Colorno, Roccabianca, Soragna, San Secondo, rendendo l’area un distretto turistico gastronomico, il culatello, quello vero, ha recentemente subito un decremento di produzione molto preoccupante.

La causa è innanzitutto da ricercare nella mancanza di un decreto che regolamenti e disciplini l’uso corretto della denominazione generica. Situazione che ha creato i presupposti per un proliferare di discreti salumi che sono però ben lontani dalla qualità e dalla storia dell’originale.

Come Carlo Petrini ha recentemente scritto in una lettera indirizzata all’allora Ministro Zanonato, «il culatello di Zibello è stato uno dei primissimi Presidi istituiti dall’associazione Slow Food proprio per il concreto rischio che una produzione così complessa e laboriosa scomparisse. Spesso il prodotto che oggi, impropriamente, si fregia del nome “culatello” è una invenzione recente ed è sostanzialmente figlia del successo del Culatello di Zibello. In un periodo storico in cui il nostro Paese ha bisogno di appellarsi alle sue produzioni di qualità, tanto più in vista dell’Expo che dovrà essere vetrina autentica dell’Italia, è necessario fare tutto il possibile per valorizzare il lavoro di chi la pratica ogni giorno». Il picchetto delle affettatrici diventa allora una di quelle iniziative possibili, unite dall’intento di attirare l’attenzione e sensibilizzare non solo le coscienze ma anche i palati, nella speranza che sia il gusto stesso dell’unico e vero Culatello di Zibello a parlare.

Per l’occasione sarà attivo un hastag con #ilveroculatello.

 

 

Marco Pizzigoni è il nuovo presidente degli Antichi Produttori del Culatello e della Spalla Cruda

Posted by on apr 13, 2015 in Novità | 0 comments

Marco Pizzigoni è il nuovo presidente degli Antichi Produttori del Culatello e della Spalla Cruda

Anche gli Antichi Produttori del Culatello e della Spalla Cruda, che associano i 14 produttori  identificati sotto l’insegna della scacchiera bianco/rossa, hanno un nuovo presidente è Marco Pizzigoni, già consigliere dell’ente e vicepresidente nel passato triennio del Consorzio del Culatello di Zibello ha preso le redini degli Antichi dopo Massimo Spigaroli, sarà affiancato dal vicepresidente Alfredo Magnani e da: Katia Soncini, Carraglia Ernestino, Massimo Spigaroli e Mezzadri Roberto, a lui e a tutti i membri del Cda  un grosso in bocca al lupo per un proficuo lavoro! marco foto

“Culatello” .. parere agli esperti!

Posted by on apr 3, 2015 in Novità | 0 comments

“Culatello” .. parere agli esperti!

Quando si parla di Culatello, una domanda dovrebbe sorgere,  come viene classificato questo prodotto dagli esperti del settore?  ecco alcuni parei illustri …

Il dott. Italo Ghinelli nel volume “Le Conserve di Carne – nozioni di igiene e di tecnica della lavorazione e della conservazione – difetti ed alterazioni dei prodotti” definisce il Culatello come …”Un Prodotto originario di Zibello (Parma) in seguito diventato tipico in tutta la Bassa Parmense ….” e lo classifica nella famiglia dei “Prodotti salati e stagionati rivestiti da involucro da consumarsi crudi”  nel processo di preparazione specifica altresì che una volta asportata la parte destinata alla lavorazione ovvero “i muscoli crurali posteriori interni” si procede “alla rifilatura o toelettatura del culatello asportando il femore, la cotenna, il grasso sottostante e quella porzione muscolare soprastante al “castelletto”, in modo da conferire la caratteristica forma a pera”; (crf. Dott. Italo Ghinelli  – veterinario provinciale di parma –  “Le Conserve di Carne – nozioni di igiene e di tecnica della lavorazione e della conservazione – difetti ed alterazioni dei prodotti” – Casanova editore in Parma – 1950);

 

Il giornalista enogastronomico Davide Paolini elencando le fasi produttive del culatello descrive la fase dell’insaccatura nel modo seguente “la carne viene inserita in una vescica di maiale e legata con diversi giri di spago(D, Paolini – Prodotti Tipici D’Italia – Ed. Le Garzatine).

 

Anche il dr. Davide Di Corato nella sua Guida ai Salumi Italiani” descrivendo le fasi produttive del salume scrive: “le cosce una volta liberate della cotenna e sgrassate, vengono sezionate […], dopo circa due o tre giorni di salatura il culatello viene massaggiato ed insaccato in budello naturale (D. Di Corato – Guida ai Salumi Italiani – ed. Idea Libri).

 

Nella raccolta degli usi e delle consuetudini della CCIAA di Parma il culatello viene descritto e catalogato nel modo seguente: Culatello detto Culatello di Zibello, ossia la parte muscolosa degli arti posteriori del suino, priva di cotenna e di osso e stagionata nelle zone rivierasche del Po e della Bassa Parmense” (CCIAA di Parma – raccolta degli usi e delle consuetudini).

vlcsnap-2013-09-19-17h48m46s31

 

Il Culatello..? La Storia Insegna …

Posted by on apr 1, 2015 in Novità | 0 comments

Il Culatello..? La Storia Insegna …

Il culatello viene comunemente identificato come un salume insaccato in un involucro naturale, che solitamente è la vescica del maiale.

In particolare se andiamo ad analizzare  documenti  storici, classificazioni tecnico scientifiche,  e descrizioni del significato del lemma Culatèllo, si evince che detto prodotto è descritto come un salume privo di cotenna.

Già in una grida del Ducato di Parma del 21 aprile 1764  “L’avviso per la notificazione delle Carni suine salate e Contrattazione all’ingrosso delle Medesime”, si identifica il prodotto come insaccato infatti nel suddetto provvedimento si ordinava il censimento di: salami, spallette, bondiole, Culatelli Investiti e prosciutto con l’osso (crf. Luigi Pelizzoni “De’ Culatello Investiti” – volume “Elogio del Culatello” – editore Grafiche Step Parma).

Un’altra importante citazione storica che identifica il Culatello come un salume e non come un prodotto con cotenna è l’atto del Comune di Parma del 9 aprile 1805 intitolato “Il Calmiero della carne porcina salata” nell’elenco delle Carni compaiono infatti ad un valore equivalente al salume di maggior pregio, il salame magro, i culatelli investiti ovvero i culatelli insaccati (crf. Luigi Pelizzoni “De’ Culatello Investiti” – volume “Elogio del Culatello” – editore Grafiche Step Parma).

Italo Peschieri nel dizionario parmigiano – italiano del 1836 edito dalla tipografia G. Vecchi di Borgo S. Donnino (attuale Fidenza) registra la voce dialettale “Culatèll”  come “una sorta di salame che si fa con pezzo di carne spiccata dal culaccio del maiale”.

Anche in questo caso quindi i letterati del tempo descrivono il prodotto non come un prosciutto ma classificandolo nella famiglia dei salami che come risaputo non hanno cotenna ma sono insaccati in budelli solitamente anch’essi di suino o comunque di origine animale.bredelgallo1-zoom

SPIGAROLI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA

Posted by on mar 30, 2015 in Novità | 0 comments

SPIGAROLI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA

AL TERMINE DELL’ASSEMBLEA ELETTIVA SVOLTASI IL 24 MARZO 2015 . CHE HA VISTO ELETTI. BERSELLI PAOLO (IBIS SALUMI D’EMILIA), DALLATANA RENATO (SALUMIFICIO DALLATANA),  NEGRONI FRANCESCO (AGR. TRE VALLI),PIZZIGONI MARCO (PODERE CADASSA), SPIGAROLI MASSIMO (ANTICA CORTE PALLAVICINA), SONCINI KATIA (SALUMIFICIO SONCINI GLADIS) E TITO TORTINI (SALUMIFICIO DUCALE), IL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE E’ STATO CHIAMATO AD ELEGGERE IL NUOVO PRESIDENTE CHE HA AVVICENDATO TITO TORTINI ALLA GUIDA DEL L’ENTE PER 6 ANNI; LA SCELTA PRESA ALL’UNANIMITÀ’ E’ CADUTA SU MASSIMO SPIGAROLI, GIA’ CONSIGLIERE E PRESIDENTE DEGLI ANTICHI PRODUTTORI DEL CULATELLO, SARA’ AFFIANCATO DA PAOLO BERSELLI NOMINATO VICEPRESIDENTE. IL NUOVO ELETTO HA RINGRAZIATO IL SUO PREDECESSORE PER IL LAVORO SVOLTO CON PASSIONE IN ANNI DIFFICILI PER IL COMPARTO ED INSIEME A TUTTI I MEMBRI DEL NUOVO CDA, HA ASSICURATO IL MASSIMO IMPEGNO PER LA TUTELA E LA PROMOZIONE DEL RE DEI SALUMI,  PRODOTTO CHE IN UN VENTENNIO E’ STATO IN GRADO DI CREARE UN INDOTTO DI PRIMARIA IMPORTANZA PER LA BASSA PARMENSE.
SPIGAROLI FOTO

Ciao mondo!

Posted by on dic 19, 2014 in Novità | 0 comments

Ciao mondo!

Il nostro blog un utile strumento iterativo per scoprire il Culatello di Zibello. re di un territorio affascinate placidamente adagiato sulle rive del grande fiume.